Il volume esplora come la raccolta e l’elaborazione di dati biometrici, gestiti tramite le tecnologie più avanzate, si stiano conquistando gradualmente uno spazio sempre più rilevante nel contesto della giustizia penale, mettendone alla prova schemi operativi, principi e garanzie. Strumenti di analisi del corpo umano e sistemi AI ridisegnano tanto le categorie giuridiche quanto le prassi, collocandosi con difficoltà nel perimetro di forme normative ormai insufficienti. Attraverso un’analisi ampia e critica, gli Autori mostrano come l’uso crescente di informazioni corporee richieda nuove regole chiare su finalità, limiti e modalità di impiego, per evitare che innovazione, tutela dei diritti, solidità delle garanzie e affidabilità delle decisioni procedano su binari divergenti. Il volume propone così una riflessione concreta e lungimirante su come integrare l’innovazione tecnologica nel processo penale senza rinunciare alle sue garanzie fondamentali.