L’era moderna ha posto le imprese di fronte ad ostacoli di carattere straordinario ed imprevedibile: infezioni pandemiche di cui non si aveva più memoria; eventi bellici ormai ritenuti un retaggio del passato. Le imprese italiane hanno potuto contare via via su un numero sempre maggiore di “strumenti” di regolazione delle crisi. Il presente contributo si propone di rappresentarne i contenuti, e di individuarne le rispettive funzioni: è rivolto agli studiosi, ma riserva adeguata attenzione anche agli argomenti di interesse dei professionisti.
Nella presentazione della prima edizione (2013) e della seconda edizione (2017) dei Lineamenti di diritto fallimentare (seguiti alle quattro edizioni del Manuale di diritto fallimentare) gli autori avevano segnalato come il ritmo imposto dal succedersi delle “novelle” (lì debitamente elencate) nella disciplina delle crisi delle imprese (e non solo) fosse talmente vorticoso, da richiedere sia un continuo aggiornamento della materia, sia un complesso lavoro di coordinamento e di ristrutturazione della stessa, oggetto di interventi spesso disorganici e persino contraddittori. Ora quella disciplina è stata (in gran parte) sostituita (in forza della legge delega 19 ottobre 2017, n. 155 per la riforma del diritto fallimentare) dal recente Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14), peraltro già modificato più volte anche in attuazione della Direttiva europea Insolvency n. 2019/1023 (riguardante i c.d. “quadri di ristrutturazione preventiva”) ed entrato effettivamente in vigore (nella sua interezza) a partire dal 15 luglio 2022.
In ogni caso, al fine di agevolare lo studio, nel passaggio dalla vecchia alla nuova legge, si è fatto in modo, in relazione all’esame dei singoli istituti, di provvedere anche ad un utile confronto comparativo fra le stesse, così da consentire di verificare quali problemi interpretativi siano stati effettivamente risolti e quali altri problemi invece si pongano ora all’attenzione di chi intenda occuparsi della materia concorsuale.
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