I temi del valore aziendale e del rischio svolgono un ruolo cruciale nel dibattito accademico e professionale attuale. Poiché le aziende operano in ambienti sempre più turbolenti, la ricerca della creazione di valore è ancora più strettamente legata all'identificazione e alla misurazione accurate dei rischi rilevanti per il valore. Frutto di ricerche approfondite sulle interconnessioni tra valore aziendale e rischio, "Corporate valuation and risk" offre una prospettiva integrata e completa su come queste dimensioni interagiscono. Il volume combina un esame rigoroso delle teorie finanziarie più consolidate con metodi e modelli innovativi derivati dalle teorie e pratiche manageriali. Il volume evidenzia chiaramente la necessità di integrare due domini di competenza complementari: quello finanziario, per comprendere sia la forma sia la sostanza degli aspetti più strettamente quantitativi dei driver del valore aziendale; quello manageriale, per governare in modo dinamico le relazioni rischio-rendimento all'interno di contesti sempre più complessi.
Rigido nel suo approccio dottrinale, il volume offre anche strumenti pratici, rendendolo una guida preziosa per studenti, professionisti e studiosi interessati a comprendere, valutare e gestire efficacemente il valore aziendale in contesti in cui il cambiamento continuo, più che l’equilibrio, è diventato il nuovo paradigma.
Il libro è articolato in sei Capitoli.
Il Capitolo 1, "Firm value. General concepts", introduce il tema del valore economico e dei suoi determinanti, distinguendolo dal valore contabile. Esamina i criteri di valutazione di base nell'analisi finanziaria, ossia il valore attuale, il valore attuale netto e il tasso interno di rendimento. Il Capitolo analizza inoltre la relazione tra consumo e il fattore tempo, come delineato nella Teoria dell’Interesse di Fisher e nella relativa Teoria della Separazione. Si conclude con un'introduzione ai concetti di costo del capitale e premio per il rischio.
Il Capitolo 2, “Capital structure, profitability, and firm value”, considera il ruolo della struttura del capitale nel definire gli effetti sulla redditività, sul valore dell’impresa e sul trade-off rischio-rendimento. La transizione da una struttura del capitale contabile a una economica pone le basi concettuali per comprendere le interrelazioni tra struttura del capitale, costo del capitale e valore dell’impresa. Infine, il capitolo esamina i processi di creazione del valore e le teorie finanziarie fondamentali riguardanti la relazione tra struttura del capitale, costo del capitale e valore.
Il Capitolo 3, “Basic firm valuation methods”, esamina come i principali metodi di valutazione possano essere utilizzati per stimare il valore economico di un’impresa, descrivendo i dettagli della stima e i possibili limiti. Partendo dalla formula generale di valutazione rappresentata dal Modello di Sconto dei Dividendi e dal modello di Gordon, il capitolo esamina i profili di applicazione del metodo del Flusso di Cassa Scontato, del Metodo del Valore Attuale Rettificato e delle valutazioni relative basate sui multipli.
Il Capitolo 4, “Risk-return analysis and equity cost”, si concentra sull’analisi rischio-rendimento per introdurre la stima del costo del capitale proprio. Il capitolo traccia l’evoluzione della teoria finanziaria sul trade-off rischio-rendimento, iniziando con la Teoria del Portafoglio di Markowitz, proseguendo con il Teorema della Separazione di Tobin e terminando con il Capital Asset Pricing Model. Quest’ultimo, sebbene sia un punto di riferimento nella teoria finanziaria, rimane l’approccio più ampiamente adottato sia dai consulenti finanziari sia dagli analisti interni delle aziende in diverse aree di valutazione che richiedono la misurazione del costo del capitale azionario; il Capitolo si conclude con un esame di alcune alternative al Capital Asset Pricing Model.
Il Capitolo 5, “Risk-return analysis according to a managerial perspective. The bottom-up approach”, considera, attraverso la modellizzazione integrativa di modelli strettamente finanziari, il profilo rischio-rendimento di ciascuna impresa non solo in termini di volatilità statistica, ma anche identificando esplicitamente i fattori interni ed esterni che determinano la volatilità secondo un approccio bottom-up. Questo consente l'integrazione della logica finanziaria rigida incorporando le problematiche manageriali nell'analisi rischio-rendimento sia da prospettive statiche sia dinamiche.
Il Capitolo 6, “The value of flexibility. Financial options and real options”, descrive in termini generali l'utilità economica della flessibilità come strumento per gestire dinamicamente l'incertezza derivante dalle decisioni finanziarie e manageriali.
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