L’opera offre un’analisi comparata del principio di insularità negli ordinamenti costituzionali di Italia, Spagna e Portogallo, con un approccio storico-evolutivo e interdisciplinare. Partendo dalla specificità geografica, culturale e socioeconomica delle isole il testo indaga il rapporto tra condizione insulare e diritto all’uguaglianza sostanziale, partendo dal presupposto che l’insularità configuri una concreta condizione di svantaggio che richiede soluzioni normative e politiche mirate.
Concentrandosi sui modelli costituzionalmente maturi di autonomia insulare all’interno di sistemi federo-regionali e illustrando come la dottrina e la prassi costituzionale possano tradurre il concetto di insularità da mera peculiarità geografica a principio giuridico concretamente attuabile, attraverso misure di compensazione economica, fisco-territoriale e agevolazioni specifiche, il volume analizza l’interazione tra diritto nazionale e sovranazionale, evidenziando l’importanza delle politiche multilivello promosse dall’Unione europea per la coesione territoriale e il superamento delle disparità insulari in termini di mobilità, accesso ai servizi pubblici essenziali e tutela delle identità culturali e ambientali.
Proponendo il concetto di cittadinanza insulare come categoria centrale nel processo di costruzione di equità territoriale in Europa, il testo evidenzia la necessità di un impegno legislativo e politico proattivo che traduca i riconoscimenti costituzionali in interventi efficaci volti a dare esecuzione ai principi e a garantire la piena partecipazione sociale ed economica degli isolani alla vita dell’ordinamento di riferimento con le stesse opportunità dei loro omologhi continentali.